mercoledì, 18 marzo 2009
Sefi Atta Il meglioEnitan e Sheri sono due ragazze che si scontrano con l'ordine e il disordine di una Nigeria uscita da poco dalla guerra del Biafra, un paese in cui si susseguono colpi di Stato militari e regimi dittatoriali. Due ragazze che diventano donne desiderose di sfuggire alla prigionia di una società oppressiva e maschilista. Sheri, bella e sfrontata ma vittima di un grave trauma, sceglierà l'esuberanza e la provocazione. Enitan cercherà di trovare la sua strada fra la deriva mistica di sua madre, l'incarcerazione di suo padre, la sua carriera di avvocato e il matrimonio che le impone, in quanto donna, obblighi e contraddizioni. Attraverso la voce di  questo personaggio indimenticabile Sefi Atta scrive un romanzo iniziatico di grande potenza, un libro in cui il destino personale travalica il contesto storico e politico della Nigeria per fondersi nell'emotività, fino al cuore dell'identità e dell'ambiguità femminili.
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lunedì, 02 febbraio 2009
Darwish COPC’è un amore che cammina su piedi di seta,
felice del suo esilio nelle strade.
Un amore piccolo e povero bagnato da una pioggia passeggera,
e si riversa sui passanti:
i miei doni sono più grandi di me,
mangiate il mio grano,
bevete il mio vino,
perché porto il cielo sulle spalle e la mia terra è vostra...


«Straordinarie immagini di voli, parole che sembrano scritte dalla rosa, dal fiume, un turbinio inarrestabile ma vigilato, armonizzato dal senso del canto e della voce. Il dialogo tra il poeta e l’amata immediatamente legato al mito di Romeo e Giulietta, la storia di due che vollero perdere ognuno il proprio nome per essere sillabati e baciati in quello dell’altro. Il senso cosmico, whitmaniano, dell’unità che cancella la solitudine, l’amore per Derek Walcott che di questa solitudine inaccettata e vocante l’unità ha fatto poema».
(dallo scritto di Roberto Mussapi)


Hezbollah COP
Chi è Hassan Nasrallah? Come si muove Hezbollah? Chi sono i suoi membri e i suoi sostenitori? Come mai ha assunto una tale importanza in Libano e nei paesi arabi? Quali sono le sue basi? Quali le sue ambizioni?Il presente volume, frutto di ricerche sul campo, intende rispondere a queste domande affrontando senza preconcetti un singolare fenomeno politico, sociale e religioso. Dal rapporto con i media alla penetrazione nella vita quotidiana, dal turismo religioso alla descrizione della vita e dell’impegno sociale al femminile fino alla massiccia presenza nelle periferie di Beirut, i diversi saggi delineano un ritratto vivido di Hezbollah tracciandone la storia e facendo luce sui suoi aspetti fondamentali come su quelli più specifici e particolari. Il testo è arricchito da una cronologia, un glossario e una bibliografia, in modo da permettere a tutti i lettori ulteriori approfondimenti.


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categoria:libri, medioriente
venerdì, 17 ottobre 2008

thumb_locandinaSegnalo una bella inziativa in quel di Parma, Ottobre africano. Per tutto il mese, incontri, iniziative e dibattiti intorno all'Africa. Io sarò lì domani, alle 18, alla Libreria Fiaccadori a presentare due titoli: L'incredibile Storia di Olaudah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l'Africano, e La schiavitù spiegata ai nostri figli. Con me, la sorella di Thomas Sankara, Odile, e il direttore del Festival, il bravissimo Cleophas Dioma.
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domenica, 05 ottobre 2008

Invitata insieme ad altre due persone a presentare in tre scuole diverse il «Progetto schiavitù», ossia un progetto di sensibilizzazione per ricordare il dramma della tratta negriera e discuterne le conseguenze nefaste visibili ancora oggi, mi sono trovata di fronte all'incredibile. Notiamo che tutte queste scuole hanno, pare, voluto fortemente la presentazione del progetto e tutte hanno avuto in anticipo il materiale. Le scuole si trovano in Toscana. Parliamo di scuole superiori. Nel primo incontro, alunni svogliati, docenti assenti, nessuna preparazione. Una cosa deprimente. Per il secondo incontro ci hanno fatto accomodare in un corridoio (!!), non c'era nessuno. A un certo punto arriva un'orda schiamazzante e un'insegnante sopraffatta e sconfitta che ci ricordava dell'imminente campanella dell'intervallo, sacro per gli studenti, e che quindi saremmo stati interrotti. Anche qui, nessuna preparazione. Ho preso il microfono incazzata e ho detto: chi vuole fare l'intervallo vada, chi è interessato resti. Sono rimasti tutti, con grande stupore dell'insegnante. Ovviamente, senza preparazione, non è stato un bell'incontro, ma è bastato a capire come il sistema scolastico sia allo sbando e come gli insegnanti non rispettino gli allievi, considerati una povera massa. E notare che eravamo stati invitati dai docenti. Al terzo incontro, in un istituto tecnico, ci siamo andati pronti al peggio e invece... Docenti che avevano preparato gli allievi, disciplina, ragazzi educati che applaudivano, domande, ringraziamenti. Questo ci fa capire come il corpo insegnante sia fondamentale e come versi in uno stato allucinante. Che vergogna. Ma ancora più triste, volere un progetto tanto per mettersi a posto la coscienza e non preoccuparsi minimamente di trattarlo con la dovuta attenzione.
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martedì, 30 settembre 2008
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